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CANAPA: alcuni cenni storici sulla cannabis

Originaria dell’Asia Centrale, la canapa è da sempre una delle piante più apprezzate nel campo della tessitura. La sua diffusione la dobbiamo, quasi certamente, alle tribù nomadi e uno degli utilizzi tessili principali è stato quello relativo alla produzione delle cordure.

Resistente all’usura del sale e dell’acqua, la canapa tessile diventa, ad un certo punto, l’eccellenza in campo nautico-marittimo: dalla carta usata per le mappe, alle stesse vele delle imbarcazioni.

Verso la fine dell’800, nelle regioni del Nord e del Centro Italia, la produzione di canapa è piuttosto abbondante: in Piemonte, la zona del Canavese, prende il nome proprio dalla pianta di canapa, la Romagna è la zona dove si produce metà delle coltivazioni sul mercato italiano. Durante i primi del ‘900, la canapa era uno dei prodotti più preziosi nel settore industriale.

CanapAlex

Con l’arrivo del petrolio la situazione comincia a cambiare e gli interessi economici si contrappongono all’utilizzo della canapa. Dal petrolio, si comincia a produrre materiali plastici, vernici e, come se non bastasse, alla canapa (che d’ora in poi verrà chiamata “marijuana“) verranno attribuite le colpe per efferati delitti e crimini.

Il proibizionismo nei confronti della canapa, arriva in Italia negli anni ’50: la mancanza di tecnologie innovative nella produzione, l’aumento del costo del lavoro, l’aumentare della produzione delle fibre sintetiche e le leggi antidroga, decreteranno il crollo della canapicoltura italiana.


Ref.: Spadaro, C. (2016). Il filo di canapa: L’eco-pianta del futuro. Milano: Altra economia.

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